lunedì, 12 novembre 2007

Era giù successo dopo Napoli-Juventus, quando tutto il mondo giornalistico, tv e carta stampata, aveva urlato allo scandalo per i due rigori concessi al Napoli. Le immagini erano sotto gli occhi di tutti, compresa quella di Zalayeta che veniva trattenuto dal difensore bianconero, ma nessuno lo fece notare. C’era un’unica verità e, come se si trattasse della cosa più importante del mondo, andava urlata. Magari proprio da quelli che avevano taciuto per anni i soprusi dell’era Moggi-Galliani. Domenica pomeriggio i professionisti della chiacchiera hanno ripetuto lo stesso scempio televisivo, ma di mezzo non c’era una partita di calcio, ma la vita di un ragazzo.  Mentre già circolava la notizia che ad uccidere il giovane era stato un agente della Polizia, nei salotti buoni di Rai e Mediaset non si trovava meglio da fare, che rilanciare una sola verità: immagini, chiacchiere, parole a vuoto, sulla violenza dei tifosi del calcio. Le solite banalità che hanno alimentato la rabbia del mondo ultrà e l’incredulità di chi guarda le cose in maniera critica. Era stato un agente a sparare e allora perché non si parlava di quello? No, la colpa resta sempre dei tifosi, anche quando i fatti raccontano altro. Per tutto il pomeriggio non sono arrivati altri chiarimenti sull’esatta dinamica del fatto: un agente aveva sparato in aria, colpendo però un ragazzo seduto in una macchina. Una verità poco credibile e parziale che ha alimentato la rabbia ed il clima di sospetto e di insabbiamento che aleggia sulla Polizia. Solo in tarda serata è arrivata la dichiarazione del Capo della Polizia Manganelli che dichiarava: “Ci assumeremo le nostre responsabilità”.

 

Il clima di astio e sfiducia verso le forze dell’Ordine non nasce dal nulla, ma si è andato sempre più alimentando dopo i fatti del G8 di Genova, in particolare modo per quanto riguarda il blitz nella scuola Diaz, quando a vertice ormai concluso la Polizia entrò in una scuola e senza motivo massacrò di botte 90 persone facendone uscire 62 in barella. Con un’inchiesta piena di “reticenze”. Forte della copertura politica del centro-destra allora al Governo, i nostri (e dico nostri) rappresentanti dell’ordine hanno fatto di tutto per insabbiare la verità, nascondendo le prove (e facendole addirittura sparire), ostacolando il riconoscimento dell’identità dei partecipanti al blitz e, di fatto, il processo in corso. Un comportamento non in linea con chi ha il compito di fare rispettare la legge e che alimenta la sfiducia. Solo facendo svanire le ombre che ricoprono la Polizia,  si potrà ricostruire quel processo di avvicinamento con la gente, compresi tifosi e cittadini che scendono in piazza per manifestare, che ha fatica era stato ricostruito dopo gli anni 70 e che si è interrotto durante il G8 di Genova.

E per una volta ci deve essere il coraggio di ampliare il discorso anche da parte dei media, senza mettere a priori sempre i “cattivi” da una parte e i buoni dall’altra. Senza i processi sommari,  tipici della televisione, verso chicchessia, tifosi, polizia, rumeni o altro. Ma guardando i fatti in maniera critica e possibilmente obiettiva. Con buona pace dei professionisti della chiacchiera, che dovranno trovare altro di cui parlare.

postato da: vinkarma alle ore 13:03 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    14 Novembre 2007 - 10:39
 
Ciao Vince, sono Boop2003.
Sono d'accordo: con l'esigenza profonda di verità, con il bisogno di poterci identificare con chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza, con la voglia di vivere lo sport come una cosa "normale". Ma che cosa c'entrano gli ultras con tutto questo? lasciamo stare il mondo del calcio e le porcherie che lo caratterizzano. Questa gente cha va all'assalto con la faccia coperta non mi sembra voglia vendicare nessuno; vuoi vendicare un innocente? tira fuori le palle, scopriti la faccia e vai a parlare. PARLARE. Non ci prendiamo in giro: tutti siamo incazzati neri, uomini, donne, occupati e disoccupati, per il solo fatto di essere nati in Italia ne abbiamo pieno diritto. Ma non credo che andare a sfondare macchine o crani in giro sia una soluzione. La soluzione sarebbe ignorare completamente quelle edificanti immagini da hooligan sfigati; ma purtroppo per evidenti motivi i media non trovano molto da dire su indagini e verità presunte, ci vogliono le tinte forti. Ci vuole il morto. Così ci dimentichiamo la finanziaria, il governo che barcolla ma non molla....Farei le valigie per trasferrirmi all'estero subito. Ma forse è meglio affrontare i problemi, invece che dovercene vergognare.
utente anonimo

Commenti

categoria:sport, calcio, giornalismo, informazione