
Nessuno è profeta in patria. Lo disse anche un noto capellone circa 2000 anni fa, quando al ritorno nella sua città natale, Nazareth, per l’appunto, venne accolto in maniera piuttosto fredda dai suoi concittadini. Quel noto capellone non sbagliava. Cosi anche Latina dimentica alcuni dei suoi figlioli, talvolta prodighi. Capita anche ad Antonio Pennacchi, migliore scrittore della nostra città, considerato da taluni uno dei migliori di Italia. Proprio pochi giorni fa il Pennacchi nazionale è tornato da Parigi, dove è stato presentato il suo libro “Il fascio-comunista”, da cui è stato tratto il famoso film “Mio fratello è figlio unico” (quello con Riccardo Scamarcio per intenderci). E non tra l’indifferenza generale. Persino “Le Monde” e “Le Figaro” ne hanno fatto le lodi: “Ad ogni modo – scrive Le Monde – se questo romanzo è un successo, non è per la lettura dell’epoca, ma piuttosto per la vitalità e la forza di trasgressione del suo indimenticabile protagonista: Accio Benassi, quarto di cinque figli di una famiglia proletaria di Latina, nel Lazio”. Le Monde e Le Figaro, non
Negli stessi giorni è uscito anche il film sugli schermi cinematografici di tutta




